mercoledì 15 luglio 2015

Tragedia nel Ticino: bimbo di 8 anni inghiottito dal fiume. Stava facendo il bagno con il papa'






Hanno setacciato il fondale del Ticino fino alle 21, poi i sommozzatori si sono arresi al buio. Come l’elicottero e le squadre dei vigili del fuoco che, insieme ai carabinieri, hanno perlustrato metro per metro la riva del fiume. Le ricerche del bambino di 8 anni di Vigevano che è disperso da ieri pomeriggio nel Ticino riprendono stamane. La tragedia si è consumata in una manciata di istanti a Bereguardo (Pavia) verso le 17 di martedì: papà, mamma e bambino e uno zio, in fuga dal caldo e dall’afa della città, erano sulla spiaggia a poche decine di metri dal Ponte delle Barche. Cercavano di un po’ di refrigerio, come altri bagnanti pavesi. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, mentre mamma e zio sono rimasti sulla riva, papà e bambino si sono tuffati in acqua. Ma, quando i due stavano ritornando verso la riva, si sarebbero all’improvviso trovati in difficoltà sia per una buca profonda sul fondale, sia per un vortice che li avrebbe risucchiati.


Il padre ha lottato contro la forza dell’acqua ed ha provato a resistere alla corrente che lo stava portando via. E, soprattutto, ha tentato fino all’ultimo di mettere in salvo il figlio di otto anni che, sotto i suoi occhi, stava andando a fondo. Ma è stato tutto inutile. Il bambino è stato trascinato via dal mulinello d’acqua, mentre il papà è riuscito miracolosamente a raggiungere la riva. Una scena straziante, a cui hanno assistito impotenti gli altri bagnanti, i quali non hanno potuto far altro che lanciare l’allarme. Sul posto sono arrivati prima i pompieri di Pavia e i carabinieri, poi i sommozzatori di Milano. Intanto disperato, stremato e senza fiato, il padre è rimasto disteso sul greto del fiume in attesa dei soccorsi, mentre mamma e zio hanno subito intuito che un incubo stava diventando realtà. Inutili le ricerche proseguite fino a sera. I sommozzatori hanno scandagliato un ampio tratto del Ticino, ma del bambino di 8 anni nessuna traccia.







La tragedia di martedì è avvenuta poco distante dal luogo dove a Ferragosto del 2002, il commesso di Bresso (Mi), Paolo Foglia, nel giorno del suo trentacinquesimo compleanno, salvò un uomo, una ragazza e un bambino di 10 anni. Ma poi, sfinito, non riuscì ad afferrare il remo che una barca di salvataggio gli aveva allungato, fu risucchiato dalla corrente e morì annegato. Nel 2003 l’«eroe del Ticino» fu insignito della medaglia d’oro al valor civile, mentre Bresso gli ha intitolato la piscina comunale.

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