martedì 16 giugno 2015

"Moments", la nuova app lanciata da Facebook, riconosce i volti degli amici immortalati






A quanti è capitato, per una foto ricordo particolare, di dover ripetere lo scatto con la fotocamera di ciascuno dei presenti? Da oggi questo non sarà più necessario, almeno per chi vive in America. "Moments", la nuova app lanciata da Facebook, riconosce i volti degli amici immortalati e permette di sincronizzare la galleria con le loro senza passare dal social "madre". Un'evoluzione che arriverà anche in Europa.
"Moments" sfrutta le tecnologie di intelligenza artificiale come la geolocalizzazione e il riconoscimento facciale di quanti dispongono di un account Facebook. Dopo questo primo passaggio, però, il social network non sarà più necessario. Gli scatti possono essere condivisi in tempo reale con i presenti che già utilizzano l'app, mentre tutti quelli che non l'hanno ancora scaricata saranno raggiunti da una notifica via Messenger che li inviterà al download.

Le foto caricate su "Moments" - e questo è un aspetto tutt'altro che secondario - saranno visibili soltanto a chi era presente all'evento immortalato. Niente condivisione con tutta la rete, quindi, come avviene invece per le immagini caricate su Facebook.

"Abbiamo progettato l'app affinché le foto private e gli amici che vi vengano riconosciuti non siano salvate sui nostri server a meno che non si scelga di sincronizzarle con i propri contatti", spiega la società di Mark Zuckerberg.

La sfida alle altre piattaforme di gestione delle fotografie è lanciata. Da Google Foto a Dropbox passando per Flickr, Apple e Photo Stream, tutti si dovranno confrontare con la nuova frontiera raggiunta dal colosso di Menlo Park. L'obiettivo è quello di permettere agli utenti soluzioni sempre più innovative e che vadano ben oltre al semplice archivio di immagini.

Per lo sbarco in Europa non è ancora prevista una data ufficiale. Molto dipenderà anche dalle istituzioni del nostro continente, che finora hanno frenato lo sviluppo sui social del riconoscimento facciale, ritenendolo lesivo della privacy dei cittadini.

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