mercoledì 25 febbraio 2015

Ha un cancro, ma avrà un altro bambino: la commovente lettera di una mamma.






Ha un cancro all'utero, ma aspetta il terzo figlio e non ha voluto interrompere la gravidanza. L'arrivo del bambino le dà la forza e il coraggio di affrontare in modo positivo la malattia.Ogni mamma trova la forza di andare avanti nei propri figli ed è proprio quanto accaduto a questa madre di Benevento, che da un anno combatte contro un cancro all’utero. Nonostante ciò, ha deciso di sfidare ogni previsione medica e di portare avanti la sua terza gravidanza.
Per lei, mettere fine ad una vita, sarebbe stato come rinnegare se stessa e, anche se la sua scelta non viene condivisa da nessuno dei suoi familiari, ha voluto tenere il bambino, sperando che questo dono possa aiutarla anche a sconfiggere il tumore. Ha raccontato poi la sua storia di coraggio e di speranza ai suoi concittadini e per farlo ha inviato una lettera commovente al direttore di Oggi Benevento. Le sue parole stanno facendo emozionare tutto il web.



Caro direttore,

ho deciso di scriverle per raccontare la mia storia: il calvario di una malattia devastante come il tumore accompagnato da una notizia meravigliosa come l’arrivo di un figlio. Sono malata da un anno. Ho scoperto con un’ecografia di essere stata colpita da quello che tutti definiscono “il male del secolo”. La mia odissea è cominciata dopo una visita ginecologica. Poi la corsa contro il tempo per ridurre la massa. La chemioterapia è stata la possibilità per evitare l’intervento. I capelli li ho persi, ma il coraggio di lottare no. Ho trascorso giorni di attese negli ospedali della Provincia. Molti i momenti di sconforto. Ansia per il futuro dei miei bambini e di mio marito. Ero stanca, demotivata ma non mi arrendevo quando i medici con faccia sfiduciata continuavano la terapia. La mia battaglia è stata premiata, secondo me, con l’arrivo di un altro figlio. Scopro di essere incinta. Si apre dinanzi a me la possibilità di avere una vita normale, di ritornare a sentirmi donna. Ho deciso di portare avanti la gravidanza contro la volontà della mia famiglia, dei parenti e degli amici. Mi danno della folle ma io sono semplicemente una madre che ama i propri figli e che li vive ogni giorno come un dono caduto dal cielo. Non so se riuscirò a vedere crescere la creatura che porto in grembo. Però sono sicura che avrei vissuto male l’interruzione della gravidanza così come prospettato dai dottori che mi hanno in cura. Oggi sono felice e tra cinque mesi potrò finalmente tenere tra le braccia il mio terzo bambino che già mi sta regalando una gioia infinita. Non è questo l’amore che una madre deve nei confronti di un figlio? Ho molti dubbi. Una sola convinzione: rinnegare la vita significa rinnegare se stessi.

DOPO 10 ANNI DI BUIO RIVEDE LA MOGLIE GRAZIE ALL'OCCHIO BIONICO: IL VIDEO COMMUOVE IL WEB -GUARDA







Una storia commovente, legata allo sviluppo tecnologico, mostrata in un video su Youtube che sta facendo il giro del mondo.
Nelle immagini c'è un uomo di mezza età di Forest Lake, nel Minnesota, che per la prima volta dopo dieci anni torna a vedere il viso di sua moglie. Il tutto grazie a speciali occhiali che funzionano come un occhio bionico, impiantati alla Mayo Clini che documenta i risultati dell'intervento.
Allen Zderad, un pensionato, ha iniziato ad avere seri problemi alla vista circa 20 anni fa, a causa della retinite pigmentosa. Con la progressione della malattia, raccontano i medici, l'uomo non ha più potuto vedere nulla, tranne luci particolarmente intense. Ora Zderad è divenuto una delle 15 persone nel Paese a ricevere un occhio bionico, spiega Raymond Iezzi Jr, l'oftalmologo della MayoClinic che lo ha operato e ne descrive i progressi sul sito del centro di ricerche. Iezzi ha impiantato a Zderad il sistema Second Sight Argus II, un occhio bionico che invia i segnali delle onde luminose al nervo ottico, bypassando la retina danneggiata. Un chip sottile è stato sistemato nell'occhio destro del paziente a gennaio, e due settimane dopo è stato inserito il resto del devicecomputerizzato e dotato di telecamera, quindi gli occhiali sono stati attivati. Così Zderad, 68 anni, ha potuto tornare a vedere il viso della moglie. «Per molti aspetti abbiamo dato a Zderad un nuovo senso. Usando questa tecnologia le immagini arrivano nella telecamera e poi ilsistema le interpreta e le trasforma», spiega il ricercatore. Per la prima volta in dieci anni l'uomo ha potuto vedere la forma degli oggetti, persino il riflesso della sua immagine sul vetro, ma la prima indicazione che il sistema funzionava è arrivata quando il paziente, gridando di gioia, ha afferrato il braccio della moglie, seduta davanti a lui. Entrambi si sono messi a piangere. «È una cosa grande per questa famiglia», commenta il medico. Ora ci saranno altri aggiustamenti da fare, un pò di formazione e sedute di riabilitazione per imparare a usare al meglio il device. Ma per Zderad la cosa più bella è stata vedere di nuovo sua moglie. «È stato facile - ha detto - era la più bella nella stanza».


martedì 24 febbraio 2015

Usa, gemelle siamesi nascono con lo stesso addome- separate dopo 26 ore di intervento








I loro genitori le hanno chiamate Faith e Hope, letteralmente "Fede" e "Speranza". E fortunatamente la storia delle due gemelline siamesi nate con lo stesso addome ha avuto un lieto fine. Dopo circa 26 ore di intervento chirurgico, Knatalye Hope e Adeline Faith Mata sono state separate con successo al Texas Children's Hospital di Houston, negli Usa, nonostante condividessero diversi organi interni tra cui polmoni, fegato e intestino.
"L'intervento rappresentava una sfida difficilissima, ma eravamo sicuri che sarebbe stato un successo e che le due gemelline ne sarebbero uscite senza problemi". Le parole sono quelle del chirurgo Darrell Cass, che esprime tutta la sua soddisfazione per la buona riuscita dell'operazione. Le due sorelline erano nate lo scorso aprile e dovranno rimanere sotto osservazione per almeno un paio di mesi.

Dopo il delicato intervento "hanno cominciato a guardarsi intorno e a muovere le braccia e le gambe", ricorda il dottor Cass. Quasi a voler cercare l'abbraccio dei loro genitori. Che ora, di abbracci, potranno darne tanti a entrambe.


lunedì 23 febbraio 2015

Modella anoressica posa in copertina: infuria la polemica










COPENAGHEN - Sta facendo discutere la copertina del magazine danese 'Cover'. Il settimanale si è dovuto scusare per aver pubblicato la foto di una modella magrissima. L'immagine mostra un corpo senza forme e dall'aspetto non sano.
La polemica ha coinvolto anche il governo danese, intervenuto per criticare la scelta di quella modella e sottolineare che l'anoressia è ancora un problema molto serio. La pubblicazione della foto di quella modella anoressica che indossa un abito di lana ha scatenato le reazioni negative sui social media, tanto che su Twitter è nato l’hashtag #covergate.
Malene Malling, del magazine danese, ha dichiarato: "Lavoro nel settore da dieci anni. Questa volta ho fatto un grosso errore e chiedo scusa".





È autistico, gli amichetti non vanno alla festa di compleanno. Poi arriva la sorpresa -Foto-Video







Nessuno dei sedici compagni di classe invitati alla festa per il sestocompleanno di Glenn Buratti si è presentato al party. Nonostante nessuno dei genitori dei piccoli avesse risposto alla mamma di Glenn,Ashlee, la donna sperava ancora che qualcuno si presentasse a sorpresa alla sua porta. Almeno un amichetto. E invece non è accaduto. Quando ha dato la notizia al suo bambino, che soffre di autismo, ha descritto il suo sguardo come "morto dentro". Devastata dal dolore, la signora Buratti ha scritto su Facebook per sfogarsi, alla pagina locale Osceola Rants, Raves & Reviews List: "So che potrebbe sembrare una cosa stupida, ma ho il cuore spezzato per mio figlio. Abbiamo invitato tutta la classe per il suo sesto compleanno e nessun bambino è venuto".
La risposta del popolo di Osceola, in Florida, non si è fatta attendere: le persone del posto, infatti, hanno chiesto alla donna se fosse stato possibile andare a fare gli auguri al piccolo Glenn di persona e portargli un regalo. Nel giro di poche ore, 15 bambini e 25 adulti si sono ritrovati nel giardino di casa Buratti. Una donna ha portato in regalo una nuova motocicletta per il bimbo, l'ufficio dello sceriffo della contea di Osceola ha inviato l'elicottero a sorvolare l'area e gli agenti hanno fatto una colletta per comprare dei regali. Qualche giorno dopo, anche i vigili del fuoco della città hanno fatto visita a Glenn, consentendogli di salire sul camion dei pompieri. A distanza di una settimana, la signora Buratti, intervistata da una tv locale, ha detto di non essere stata contattata da nssuno dei genitori dei compagni di classe di suo figlio neanche in seguito al compleanno, ma ormai non ha più importanza: "Tutte quelle persone venute a festeggiare un bambino che neanche conoscevano mi hanno riscaldato il cuore".






Tata 'mostro' abbandona due gemellini e va a ubriacarsi. 'Mi pagano troppo poco'






Abbandona per tre giorni i due gemellini di un anno che le erano stati affidati dalla sorella, senza cibo né acqua, per andare a ubriacarsi.
Evgenya Galkina, 55 anni, è stata arrestata dopo aver abbandonato i due minori. La donna è stata denunciata dai vicini che, sapendo che avrebbe dovuto badare ai bambini, l'hanno vista in giro per il quartiere con una bottiglia di vodka in mano. La polizia è intervenuta e ha visto i due bambini a terra, sul pavimento freddo, in stato di denutrizione e disidratazione. I piccoli sono stati portati all'ospedale e, secondo quanto riportato dal Mirror, si trovano ora nel reparto di terapia intensiva, ma secondo i medici avranno un pieno recupero. Sembra che la donna abbia deciso di abbandonare i bambini perchè non avrebbe ricevuto dai genitori il giusto compenso che si aspettava. «La mia sorellastra è stata cattiva», ha raccontato alla polizia dopo che gli effetti dell'alcol erano svaniti, «Dopo la morte di mio marito ho avuto problemi economici, ma lei non mi aiutava abbastanza».

domenica 22 febbraio 2015

Il papà che si traveste da Spiderman per il compleanno del figlio malato/VIDEO







Il piccolo Jayden sta lottando contro un tumore al cervello da ormai 15 mesi
Una padre di famiglia ha preso il soprannome “Spider Dad” dopo che ha indossato il costume dell’uomo ragno per fare una gradita sorpresa al proprio figlio malato terminale durante il giorno del suo compleanno. Mike Wilson, così si chiama il super papà, è sceso dal tetto della casa di famiglia a Basingstoke, Hampshire, ed è andato da Jayden, il figlio di 5 anni che ha un tumore al cervello. Il tutto è stato filmato, condiviso e ora è giunto fino a noi.
IL PICCOLO JAYDEN - 15 mesi fa a Jayden venne diagnosticato un glioblastoma al cervello dopo che i suoi genitori lo portarono in ospedale in seguito ad una caduta. I medici gli diedero 12 mesi di vita, ma il piccolo oggi sta ancora combattendo “come un campione”, riporta il Daily Mail. Le capacità di movimento, coordinazione e linguistiche di Jayden continueranno a peggiorare con il tempo, attualmente fa fatica a camminare e il suo braccio sinistro è piuttosto debole. Per questi motivi il signor Wilson ha deciso che il compleanno del figlio sarebbe stato un giorno memorabile e sapendo che il piccolo è un grande fan di Spiderman, ha deciso di vestire i panni del supereroe. Come se non bastasse, il padre del piccolo è un amante di Parkour e free-running, quindi è riuscito a entrare benissimo nella parte dell’uomo ragno, che si muove agilmente tra i tetti delle case. Wilson ha raccontato di aver contattato due costumisti locali che l’hanno aiutato a mettere insieme la seconda pelle di Peter Parker. Per il suo gesto, il padre supereroe è stato inondato di complimenti dagli utenti della pagina Facebookdella sua famiglia e ne ha ricevuto altri su quella che serve a raccogliere fondi per curare il piccolo Jayden


venerdì 20 febbraio 2015

Nasce di 25 settimane, ma doveva essere abortito per i medici...Guarda ora.






Un bimbo nato prematuro combatte contro tutto e tutti, dimostrando che i medici sbagliavano a suggerire ai genitori di abortire. Una storia che dà speranza.

Alla nascita, il piccolo Jett Morris pesava poco meno di un pacchetto di zucchero (700 grammi), ma i suoi genitori si sentivano già molto sollevati all’idea di vedere che il loro bimbo, nato prematuro, respirava ed era in vita.

L’incredibile vicenda di questo piccolo e della sua famiglia ci induce infatti a interrogarci se, talvolta, il consiglio dei medici non sia troppo affrettato.

La signora Morris aveva sofferto, a sole 20 settimane di gestazione, di una rottura della membrana pretermine, un caso che si verifica prima che la gravidanza giunga a termine nei tempi stabiliti.

Successivamente le è stato diagnosticato un caso di placenta previa e, a causa di tutto ciò i medici hanno avvertito la donna e suo marito che sarebbe andata in travaglio di lì a poco con scarse probabilità che il piccolo potesse sopravvivere.

Il giorno seguente però la donna non aveva ancora partorito e così è stata mandata a casa, ma 12 giorni dopo ha cominciato a sanguinare ed è dovuta correre nuovamente in ospedale a Portsmouth dove vi era un centro specializzato per i casi come il loro, ovvero per bimbi nati prima della 28° settimana.

In tutta questa odissea i genitori di Jett sono stati messi sotto pressione dal personale medico dell’ East Surrey Hospital, il primo ospedale a cui si erano rivolti, che li aveva invitati a terminare la gravidanza alle prime avvisaglie di problemi. Addirittura i dottori avrebbero dato loro solo 5 minuti per decidere se abortire o meno.

La mamma del piccolo Jett ricorda che uno dei medici ha detto loro “dovete abortire perché non c’è niente da fare”.

Ricordando la situazione la mamma di Jett aggiunge di comprendere il fatto che il medici debbano presentare ai pazienti il peggior scenario possibile, ma che sulla Terra non ci sono due persone uguali e invece i medici non avevano dato a Jett alcuna possibilità.

Quando poi è arrivato i i coniugi Morris sono stati avvertiti che il loro bimbo avrebbe potuto avere danni al cervello, nascere morto e avere gravi problemi perché i suoi polmoni non si erano interamente sviluppati.

Tuttavia, a dispetto di questo terribile pronostico, Jett è venuto alla luce il 6 dicembre del 2013,lasciandosi sfuggire un breve vagito prima di essere messo nell’incubatrice. Il piccolo ha dovuto affrontareuna polmonite cronica e un po’ di ittero, ma già in marzo è potuto tornare a casa con la sua famiglia.

Anche se Jett ha due minuscoli forellini nel cuore si pensa che non ne risentirà in futuro.

“Noi abbiamo avuto un lieto esito, ma temo che altre mamme nelle mie stesse condizioni potrebbero ricorrere all’aborto quando in realtà non ce n’è bisogno” rivela la mamma del bimbo, ed è il motivo per cui ha deciso di raccontare la sua storia.

La signora Morris lamenta anche che, invece di essere completamente informata delle sue opzionidai dottori che dovevano avere cura di lei è stata costretta a cercare informazioni su Google e spera quindi che a nessun’altra donna capiti ciò che è accaduto a lei.

Nonostante le difficoltà, ora, a distanza di un anno, i coniugi Morris si godono il loro piccolino che ha portato tanta felicità nella loro vita.



















Svezia, tre figlie segregate in casa per dieci anni: arrestata la mamma 59enne









In Svezia, una madre di 59 anni teneva le sue tre figlie segregate in casa da 10 anni. Le ragazze, ormai adulte, non vedevano praticamente mai la luce, sin dall’inizio della loro prigionia. Il caso, un vero e proprio shock per la cittadina di Bromolla, nel sud della Svezia, è venuto alla luce (è proprio il caso di dirlo) quando una delle tre giovani è riuscita a fuggire dall’abitazione familiare, allertando i vicini che hanno subito avvisato le forze dell’ordine. Immediato l’intervento della polizia svedese: sfondata la porta blindata, gli agenti hanno subito arrestato la madre che aveva invano tentato la fuga. Al momento, sono in corso tutti gli accertamenti. Le tre vittime, che oggi hanno 23, 24 e 32 anni, secondo gli inquirenti dormivano su materassi gonfiabili all’interno di un appartamento di 65 metri quadri. E’ ancora più sconvolgente la presunta motivazione di tutta questa atrocità: sembra che la madre volesse impedire che le ragazze potessero incontrare il padre. L’uomo, la cui paternità deve essere ancora confermata, in un’intervista a un giornale svedese avrebbe riferito che “cercava le figli da ormai 17 anni”. I punti oscuri della vicenda sono ancora molti, l’importante è che le tre ragazze ora possano godersi la (poca) luce svedese.

Cina, una storia d'amore lunga 90 anni: la coppia più vecchia del mondo





Il marito ha 109, la moglie 108 e, secondo i media cinesi, sono felicemente sposati da 90 anni. I componenti della coppia più vecchia del mondo vivono a Yuzhou nella provincia centrale dell'Henan.
"Ciao, siamo sposati da 90 anni e ci amiamo come il primo giorno"
E' un amore senza tempo quello di questa coppia cinese, la più longeva di sempre.

Tra figli, nipoti e altri parenti stretti hanno una famiglia allargata che conta ben settanta membri. I media locali ricordano che entrambi i componenti della coppia sono più vecchi della Repubblica popolare cinese, fondata nel 1949, e hanno superato di gran lunga la speranza di vita della popolazione cinese, che secondo la Banca mondiale è di 75 anni. Auguri, finché morte non vi separi.


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mercoledì 18 febbraio 2015

Moda shock: dieta di fazzoletti e batuffoli di cotone









Se ne parla da molto tempo ormai, ma la polemica è riesplosa anche di recente durante laBrazilian Fashion Weekdove hanno sfilato modelle di una magrezza limite.
Taglie al di sotto perfino della 36, niente seno né tono muscolare. Scheletriche. Il mondo della moda chiede sempre di più alle sue indossatrici le quali si piegano a una illogica logica di business mettendo a rischio la propria salute e anche la propria vita. Le leggende metropolitane sulle diete delle modelle sono tantissime e a volte talmente assurde che non ci si crede, ma se a denunciarle è un nome che nel settore ci è stato per un quarto di secolo allora forse qualcosa di vero c’è. Kristie Clemens ex direttrice di Vogue Australia, infatti è stata licenziata dopo 25 anni di onorata carriera per aver denunciato i più torbidi segreti del mondo della moda nel libro “The Vogue Factor”. Si tratta di un libro shock dove la giornalista rivela tutti i retroscena dello scintillante mondo delle passerelle nel quale le modelle si sottoponevano alla riduzione del seno pur di rientrare nelle misure richieste ai casting, oppure altre che stavano in piedi grazie a una dieta fatta di batuffoli di cotone efazzoletti di carta ingurgitati per frenare i morsi della fame.
Tra le altre storie la giornalista racconta di servizi fotografici durati anche tre giorni durante i quali le top model non avrebbero mai toccato cibo e che, alla fine del terzo giorno, non riuscivano più a stare in piedi. Ma laddove la dieta non era sufficiente allora si ricorreva al digiuno ferreo pur di perdere un paio di taglie in fretta e in vista di qualche evento importante. Molte di queste ragazze poi, racconta la Clemens finivano in ospedale gravemente disidratate.










LATO B DA RECORD: 2,5 METRI DI CIRCONFERENZA. L'ORGOGLIO DI MIKEL: "ESSERE GRASSE È BELLO"







Ha 39 anni e il sedere più voluminoso al mondo. Mikel Ruffinelli, contrariamente a quello che potrebbero pensare molte donne, è orgogliosa del suo lato b.
I suoi finchi misurano circa 2 metri di circonferenza e sostiene di essere una donna molto invidiata.
A Metro ha dichiarato che le donne vorrebbero avere il suo fondo schiena e che invidiano le sue curve. La donna, mamma di 4 figli, ha dichiarato poi di godere ottima salute e di non essere minimamente preoccupata da quelle che potrebbero essere le conseguenze del sovrappeso sul suo corpo e ha, anzi, ribadito, che non ha alcuna intenzione di perdere peso.

lunedì 16 febbraio 2015

CANCRO AL SENO, ECCO I CINQUE SINTOMI CHE NON VANNO SOTTOVALUTATI








Il cancro al seno è una delle forme di tumore più comune tra le donne, molto temuta, ma fortunatamente per la quale la medicina ha fatto passi da gigante. 
La maggior parte dei casi si manifesta dopo i 40 anni, ma nel caso in cui colpisca persone di età inferiore rischia di essere più aggressivo.
La mortalità per cancro al seno è decisamente diminuita e i medici puntano sempre più sulla prevenzione per questo gli esperti hanno indicato 5 sintomi che possono creare degli allarmi per cui magari è utile farsi visitare, anche se non significa automaticamente che possa essersi sviluppato un cancro. Prurito, arrossamento e dolore del seno possono essere una spia. Ovviamente tutte le donne sanno che in alcuni periodi del ciclo il seno tende a gonfiarsi e a fare male, ma se si notano dolori sospetti e immotivati, arrossamenti e pruriti insistenti è meglio fare un controllo. Il mal di schiena anche può essere un allarme. È importante sapere che i tumori a volte si possono sviluppare in profondità all'interno del tessuto del seno del torace e sentito nella spina dorsale o gabbia toracica. Dolore sotto le ascelle. Anche questa può essere una spia. I linfonodi ascellari potrebbero indicare il cancro al seno allo stesso modo in cui i linfonodi del collo e della gola indicano una influenza. Variazioni nella dimensione e nella consistenza del capezzolo devono accendere un campanello d'allarme. Così come devono suscitare attenzione le secrezioni anomale dal seno. Un altro aspetto del seno che va tenuto sotto controllo per cotrastare l'eventuale presenza di cancro è l'aureola, se cambia di dimensione e colore è bene rivolgersi a un medico e sottoporsi a un controllo. La prima forma di cura è la prevenzione, controllare il prorpio seno, palparlo regolarmente e non ignorare i piccoli segnali che lancia il nostro corpo sono il primo gesto del volersi bene e curarsi.

FANNO UN'ECOGRAFIA DI CONTROLLO E IL BIMBO LANCIA LORO UN BEL MESSAGGIO







Saluta i genitori dalla pancia della mamma durante l'ecografia. Paul Schofield, 31 anni, e Cheryl Stevenson, 32, erano andati a fare un'ecografia di controllo per il loro bambino e hanno visto il suo pollice il alto.
Il piccolo di 20 settimane è risutato essere un maschietto e in ottime condizioni di salute, ma quello che ha sorpreso medici e genitori è stato proprio il gesto di approvazione mostrato dal piccolo come primissima immagine dell'ecografia. Di solito è possibile che i bambini in pancia facciano dei gesti ma raramente sono così chiari. Mamma e papà che hanno già un bambino di 18 mesi, divertiti dall'ottimismo del loro piccolo hanno condiviso la foto con i media britannici facendo sorridere tutta la rete.

venerdì 13 febbraio 2015

JAMIE, PRIMA MODELLA CON SINDROME DI DOWN A SFILARE ALLA NEW YORK FASHION WEEK







NEW YORK - Jamie Brewer, 30enne americana, è la prima modella con sindrome di down che ha calcato le prestigiose passerelle della New York Fashion Week. Come riporta il Mirror, Jamie - che nella vita è un'attrice e recita nella serie "American horror story" - ha abbandonato per un giorno set e copioni per diventare un'indossatrice.
"Ho accettato di sfilare - spiega - per incoraggiare le ragazze con sindrome di down a non arrendersi e a inseguire i propri sogni. Se ce l'ho fatta io, possono farcela anche loro". Non è la prima volta che sulla passerella della stilista Carrie Hammer sfilano ragazze con disabilità. Era già accaduto con una donna in sedia a rotelle ed era stato un successo. Così la stilista ha deciso di replicare ed è stata proprio la mail di una mamma con bimba con sindrome di down a darle il suggerimento: "Jamie potrebbe essere un esempio per mia figlia". E così è arrivata la proposta a Jamie che ha accettato. "È andata meglio del previsto - ha concluso la stilista - ho apprezzato che durante la sfilata avessero tutti il sorriso sulle labbra".